GIOCATORE.
ALLENATORE. NUTRIZIONISTA.
Il basket fa parte della mia vita da sempre: prima come giocatore, poi come allenatore e oggi anche come Biologo Nutrizionista.
Vivere il campo mi ha permesso di conoscere da vicino le esigenze, le difficoltà e i ritmi reali di un cestista.
Allenamenti, partite, trasferte, studio o lavoro rendono ogni settimana diversa dalla precedente.
Per questo credo che la nutrizione non possa essere qualcosa di separato da ciò che accade in campo.
Il mio obiettivo è costruire strategie concrete e personalizzate, capaci di adattarsi all’atleta e alla sua stagione.
Da questa visione nasce il Basketball Performance System (BPS).
La mia storia con il basket è iniziata molto prima che diventasse una professione.
È una passione che ho coltivato fin da bambino insieme a mio papà, tra i primi palloni, le prime partite e il desiderio di stare sempre più tempo su un campo.
Da lì sono arrivati gli anni delle giovanili, fino a vivere una breve esperienza in Serie C. Successivamente, gli impegni universitari mi hanno portato a proseguire il mio percorso in Promozione, cercando un nuovo equilibrio tra studio e pallacanestro.In tutti quegli anni non ho vissuto soltanto allenamenti e partite.
Ho conosciuto trasferte, spogliatoi, vittorie, sconfitte, soddisfazioni e momenti difficili. Tutte quelle esperienze che, lontano dal tabellino, accompagnano la vita quotidiana di un cestista.
Ed è proprio aver vissuto il basket in prima persona che oggi mi permette di guardare un atleta non soltanto attraverso ciò che mangia, ma attraverso tutto ciò che vive prima, durante e dopo essere entrato in campo.
Giocare non mi bastava: volevo capire il basket più in profondità, studiarne gli aspetti tecnici e tattici e imparare a leggere ciò che accade realmente in campo.
A 19 anni questa curiosità mi ha portato in panchina, insieme al desiderio di condividere, insegnare e trasmettere ai giocatori ciò che il basket aveva dato a me.
Allenare nelle categorie giovanili Under mi permette oggi di conoscere da vicino non solo il gioco, ma anche le richieste tecniche, fisiche e organizzative che un allenatore pone ai propri atleti.
Significa comprendere cosa viene chiesto a un giocatore durante un allenamento, una partita e nel corso di una stagione.
Una prospettiva che mi permette di vedere il cestista non soltanto come atleta, ma come giocatore inserito in un sistema di squadra e di performance.
La curiosità per il funzionamento del corpo, per l’alimentazione e per tutto ciò che può influenzare la performance mi ha portato a scegliere un percorso di studi che mi permettesse di trasformare questa passione in una competenza professionale, fino a diventare Biologo Nutrizionista.
Ma anche durante gli studi il basket è sempre rimasto il mio punto di riferimento. Ho iniziato a osservare con occhi diversi ciò che vivevo da giocatore: cosa mangiavo prima di un allenamento, come arrivavo alla partita, come recuperavo e quanto le mie scelte quotidiane potessero incidere sulle sensazioni in campo.
Allo stesso tempo, da allenatore, ho iniziato a prestare sempre più attenzione alle abitudini dei miei giocatori: ragazzi che arrivavano scarichi agli allenamenti, giornate organizzate tra scuola e palestra, partite, trasferte e recuperi da gestire.
È stato proprio dall’incontro tra questi tre mondi — giocatore, allenatore e nutrizionista — che è nata l’esigenza di costruire qualcosa di specifico per chi vive la pallacanestro ogni giorno.
Un metodo in cui la nutrizione non viene applicata al basket dall’esterno, ma costruita intorno agli allenamenti, alle partite, al recupero e alla vita reale dell’atleta.
È da questa visione che nasce il Basketball Performance System (BPS).
